Torino | io sono ok, tu sei ok

🇮🇹 Torino | io sono ok, tu sei ok

Torino al tramonto di settembre è meravigliosa.
Devo ammetterlo: è bellissima. Piazza Carlina pullula di vita, ma non si respira ancora la frenesia dell’anno. Sembra davvero il primo giorno di scuola. Al tramonto è tutto più bello, la famosa golden hour.

Il sole ha l’inclinazione giusta, tutto diventa luminoso.
Oggi ho parlato tanto con Andrea e con Valeria, di idee e progetti. Il livello di energia è alto, eppure sento che il mio entusiasmo qui scende. Quando siamo in viaggio abbiamo uno stato mentale diverso: euforia, leggerezza, felicità. Ma poi finisce. Si torna.

Con Valeria parlavamo dei digital nomads. Bello, sì. Ma alla fine quasi tutti tornano. Anche Gianluca Gotto oggi vive a Torino. Fare il nomade non è per tutti: pensare che lo stato mentale del viaggio sia perenne può diventare una trappola.

In che senso?
Nel senso che bisogna fare pace con ciò che abbiamo, con ciò che siamo e con ciò che ci circonda. Non vuol dire rimanere immobili. Vuol dire essere in pace.

Con Andrea abbiamo discusso di analisi transazionale. La conosci? Dice che una relazione funziona solo se entrambi gli interlocutori si riconoscono come “ok”.
Se uno dei due non si sente “ok”, si crea dipendenza.
Se pensa che l’altro non lo sia, scatta l’evitamento o la denigrazione.
Se entrambi si sentono “non ok”, nasce solo depressione.

E allora?
Io credo che questo ragionamento si possa applicare a tutto.
Torniamo dalle vacanze e non ci piace? Non sarà un dramma.
Non ci piace il lavoro? È pesante, certo. Ma forse non lavoriamo in miniera.
Non ci piace la vita sentimentale? Tendenza a dire che “sono tutti stronzi”. Ma davvero è tutto così bianco o nero?

Il punto è che spesso assolutizziamo. Quando va male, è tutto uno schifo. Quando va bene, è tutto perfetto. Ci manca equilibrio.

E allora ti invito (e mi invito) a ricordare che è tutto ok. Non significa che non dobbiamo cambiare quello che non ci piace. Significa che se vediamo la nostra situazione come assoluta, rischiamo di bloccarci.

Più sano è dire: “C’è qualcosa che non mi piace. Non l’ho ancora cambiata. Ma voglio farlo”.
E già nel momento in cui lo realizziamo, abbiamo fatto un passo in avanti.

Il resto arriva col tempo giusto, nel modo giusto.
Perché sì, è tutto ok.

Magari è un pensiero banale, scontato sulla carta. Ma nella pratica è la vera sfida. Serve ricordarselo ogni giorno: riflettendo, scrivendo, meditando.
Prendendoci tempo di qualità.

Che dici, si può fare?


🇬🇧 Turin | I’m ok, you’re ok

Turin at sunset in September is wonderful.
I have to admit it: it’s beautiful. Piazza Carlina is full of life, but you don’t feel the rush of the year yet. It feels like the first day of school. At sunset everything looks better, the famous golden hour.

The sun has the right angle, everything becomes brighter.
Today I talked a lot with Andrea and Valeria, about ideas and projects. The energy is high, yet I feel my enthusiasm goes down here. When we travel, our mindset is different: euphoria, lightness, joy. But then it ends. We come back.

With Valeria we talked about digital nomads. It’s fascinating, sure. But in the end, almost everyone comes back. Even Gianluca Gotto now lives in Turin. Being a nomad is not for everyone: believing that the travel mindset can last forever can turn into a trap.

What do I mean?
I mean we need to make peace with what we have, with who we are, and with what surrounds us. It doesn’t mean being stuck. It means being at peace.

With Andrea we discussed transactional analysis. Do you know it? It says a relationship works only if both people see themselves as “ok”.
If one of them doesn’t, dependency is created.
If one thinks the other is not, avoidance or criticism starts.
If both feel “not ok”, only depression comes.

And then?
I believe this idea applies to everything.
Back from holidays and we don’t like it? It’s not a tragedy.
We don’t like our job? Heavy, sure. But maybe we’re not working in a mine.
We don’t like our love life? We tend to say “everyone’s an asshole”. But is it really all black or white?

The point is we often go to extremes. When things are bad, everything sucks. When things are good, everything is perfect. What we lack is balance.

So I invite you (and myself) to remember that it’s all ok. It doesn’t mean we shouldn’t change what we dislike. It means that if we see our situation as absolute, we risk getting stuck.

It’s healthier to say: “There’s something I don’t like. I haven’t changed it yet. But I want to.”
And just by realizing it, we’ve already taken a step forward.

The rest will come in the right way, at the right time.
Because yes, it’s all ok.

Maybe it sounds obvious or banal on paper. But in practice, it’s the real challenge. We need to remind ourselves every day: reflecting, writing, meditating.
Giving ourselves quality time.

So, what do you think? Can we do it?

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