Dietro la zona industriale | Bellezza

🇮🇹 Dietro la zona industriale | Bellezza

Sono dietro alla Covema. Sarà massimo un paio di chilometri.
Se non sei di Druento non ti dirà nulla, ma se lo sei, immaginerai una zona industriale.
Grigia, anonima, dove magari ti sei andato a imboscare qualche volta.
Spero con bei ricordi, ma niente di più.

Stamattina mia mamma mi ha accompagnato fino all’ingresso e io ho iniziato a camminare.
Passo vicino al parcheggio dove ho fatto l’unica rissa della mia vita, poi parto.

Aria frizzante, silenzio, e nelle cuffie una lezione del corso di coaching.
Cammino mezz’ora e mi ritrovo immerso in un bosco, a pochi metri dal fiume.
Piante rosse, di cui ignoravo l’esistenza. E sento la necessità di immortalare il momento.

Mi imbatto in un piccolo spiazzo in mezzo al bosco:
pietre a cerchio, ceneri di un fuoco, qualche stagnola per terra.
Penso alla meraviglia di venire a fare un picnic qui,
magari dormirci una notte in tenda, a Druento.

Qualcuno lo ha fatto.
Caparezza una volta diceva: «Vorrei rendere possibile l’impossibile, fino a rendere possibile la realtà.»
Forse è stato lui a fare la grigliata qui, dietro la zona industriale.

Oggi è mercoledì, novembre, sono a Druento.
Eppure mi sento un piccolo esploratore.
Le call, le scadenze, le riunioni sono lontane anni luce.
Ogni giorno è scoperta. Esperimento. Vita.

Mi torna in mente una ragazza conosciuta in Thailandia.
Mi diceva che, da quando vive da digital nomad, sente di vivere di più.
Ora capisco cosa intendeva.
E forse non serve andare dall’altra parte del mondo per sentirsi così.
Basta liberarsi dai doveri che ci siamo autoimposti,
fidarsi del mondo — anche della zona industriale dove sei cresciuto,
riappropriarci del nostro tempo e viverlo tutto come scegliamo noi di viverlo.

E poi, succedono cose meravigliose.

Hai qualcosa di cui vorresti liberarti ma ti sembra impossibile?
Se la zona industriale di Druento può essere bella,
allora tutte le credenze sono smontabili.


🇬🇧 Behind the industrial area | Beauty

I’m behind Covema, just a couple of kilometers away.
If you’re not from Druento, this name means nothing.
But if you are, you can picture it: an industrial area, grey and dull.
Maybe a place where you used to hide out once in a while.
Hopefully with good memories — but nothing more.

This morning my mom dropped me off at the entrance, and I started walking.
I passed the parking lot where I had the only fight of my life, and kept going.

Crisp air, silence, and a coaching course playing in my headphones.
After half an hour, I found myself surrounded by trees,
a few meters from the river, with red leaves I’d never seen before.
And I just had to capture the moment.

Then I came across a small clearing in the woods:
a circle of stones, ashes from a fire, some tin foil scattered on the ground.
I thought how wonderful it would be to have a picnic here,
maybe spend a night in a tent — in Druento.

Someone has already done it.
Caparezza once said: “I’d like to make the impossible possible, until reality becomes possible.”
Maybe it was him who had a barbecue here, behind the industrial area.

It’s Wednesday, November, and I’m in Druento.
A place I used to find boring.
Yet I feel like a little explorer.
No calls, no deadlines, no pressure.
Every day is discovery. Experimentation. Life.

I remember a girl I met in Thailand.
She once told me that since she became a digital nomad,
she feels like she’s living more.
Now I get it.
Maybe you don’t need to travel across the world to feel that way.
You just need to free yourself from the rules you created —
trust the world, even the industrial area where you grew up,
take back your time and live it entirely the way you choose.

And then, wonderful things happen.

Is there something you’d like to free yourself from,
but it feels impossible?
If Druento’s industrial area can be beautiful,
then any belief can be dismantled.


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