Marketers World | Connessione e Autenticità

Rimini.
Appena uscito dal Palacongressi, l’aria è frizzante ma leggera.
Dopo tre giorni intensi, sento il bisogno di fermarmi e respirare.
Sono un po’ frastornato. Cerco di sentire l’energia dentro di me e di ritrovare il centro.

Se ti immagini con 3500 persone per tre giorni, cosa ti viene in mente?
Un mix di entusiasmo, insicurezze, aspettative.
Io ho provato tutto questo, e fors qualcosa in più.

Era la mia prima volta al Marketers World.
Ho cambiato vita da un anno, e in questo mondo di freelance e imprenditori mi sento ancora un novellino.
Ma qualcosa mi dice che sono nel posto giusto.

L’impatto è forte: giovani, determinati, pieni di visione.
Un povero quarantaduenne riuscirà a essere all’altezza?
Spoiler: sì. Ma con calma.

Dario Vignali apre l’evento parlando di autenticità.
Racconta di come, dopo Bali e il mito dei nomadi digitali, oggi viva in montagna, con la sua famiglia.
Ci fa fare un esercizio di respirazione, ci invita a tornare a noi stessi.
Mi colpisce la semplicità del messaggio: la vera libertà è essere se stessi, non fuggire da sé.

Poi arrivano i workshop.
Mi affascina la Chief Happiness Officer di una grande azienda: spiega che la felicità sul lavoro non è “far sorridere tutti”, ma creare connessioni vere, basate su ascolto e fiducia.
Un concetto che risuona fortissimo con il mio percorso da coach.

La sera, con Valeria — conosciuta a un altro evento — ci confrontiamo.
Decidiamo di lasciar decantare tutto e ci godiamo una chiacchierata semplice, autentica.
Sono momenti così che ti ricordano che la crescita è prima di tutto relazione.

Sabato è più pesante.
Forse la stanchezza, forse un calo emotivo.
Osservo, senza giudicarmi.

Sul palco arriva un coach che parla al pubblico come fosse un santone.
Mi disturba.
Per me il coaching è ascolto, etica e consapevolezza, non uno show.
Mi accorgo che dentro quella rabbia c’è anche una domanda: cosa mi dà fastidio davvero?
Forse il rischio di vedere svuotato un mestiere che amo.

Il giorno dopo, un altro approccio.
Gianluca Gotto parla di Ayurveda e dei Dosha.
Lo fa con equilibrio, non come una formula magica, ma come uno strumento per conoscersi meglio.
Mi porto a casa un pensiero: il benessere nasce quando la mente, il corpo e le scelte sono allineate.

E poi c’è il networking: un fotografo di Napoli, una designer di Perugia, un ragazzo con cui potrei collaborare su Instagram.
Tante persone, tante storie, tante vite che si sfiorano.

Se sei arrivato fin qui, forse anche tu cerchi qualcosa di simile: connessione autentica.
Non è formazione. Non è crescita verticale.
È scoperta laterale: quella che ti cambia dentro.

La vera crescita non è imparare di più.
È riconoscere ciò che ti risuona, ciò che ti accende, ciò che ti rende più te stesso.

Se dovessi scegliere due parole per racchiudere questo weekend, sarebbero:
Autenticità e Connessione.

E tu?
Cosa potresti fare, oggi, per scoprire qualcosa di nuovo su di te?


🇬🇧 Marketers World | Connection and Authenticity

Rimini.
Just out of the Palacongressi, the air feels crisp yet light.
After three intense days, I need a breath.
I feel dazed — trying to find my energy again, to reconnect with myself.

Imagine spending three days with 3,500 people.
You’d feel excitement, insecurity, curiosity — all at once.
That’s exactly how I felt.

It was my first time at Marketers World.
A year after changing my life, I still feel new in this world of freelancers and entrepreneurs.
But deep down, I know I belong here.

Dario Vignali opens the event talking about authenticity.
He tells us that after living in Bali and chasing the digital-nomad dream, he’s now in the mountains with his family.
He leads us through a breathing exercise — simple, grounding.
His message hits home: freedom means being yourself, not escaping yourself.

The workshops follow.
A Chief Happiness Officer explains that happiness at work isn’t about smiles — it’s about connection, listening, and trust.
A lesson that fits perfectly with what coaching means to me.

In the evening, I meet Valeria again.
We talk, reflect, and let things settle.
True connection happens in moments like these — quiet, real, human.

Saturday feels heavier.
Maybe tiredness, maybe emotion.
I just observe, without judgment.

Then a coach takes the stage, speaking like a guru.
It bothers me.
To me, coaching means ethics, listening, awareness — not performance.
And inside that discomfort, I find a question: what really triggers me?
Maybe it’s seeing something I care about distorted.

Sunday brings a new tone.
Gianluca Gotto talks about Ayurveda and Doshas — not as a miracle, but as a way to better understand ourselves.
I love one simple idea: when mind, body and choices align, peace follows.

Then, the networking: a photographer from Naples, a designer from Perugia, a guy proposing an Instagram collab.
So many stories, so much life.

If you’re still reading, maybe you’re looking for the same thing: authentic connection.
Not vertical learning, but lateral discovery.
The kind that quietly transforms you.

Because real growth isn’t knowing more.
It’s feeling what matters, seeing yourself clearly, daring to be real.

If I had to choose two words to describe this weekend:
Authenticity and Connection.

And you?
What could you do today to discover something new about yourself?


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