Musk e barbascura | cosa vuol dire fallimento?

🇮🇹 Hai mai riso del fallimento di qualcun altro?

Cosa penso di Elon Musk?
A pelle, non mi fa simpatia.
Mi sembra un po’ matto, il suo rapporto con le droghe è discutibile, e anche la sua etica mi lascia qualche dubbio.
Ma lo dico con onestà: sono idee basate su informazioni parziali, quindi cerco di non giudicare troppo.

Poi guardo un video su YouTube di Barbascura.
Si intitola “È davvero un genio?” e racconta la storia di Musk.
Dura 37 minuti, e al minuto 36 sento che devo scrivere.

È un video ben fatto, interessante, che ripercorre la vita e i fallimenti di una delle figure più controverse del nostro tempo.
Non prende una posizione netta, ma mette in luce l’eclettismo, le contraddizioni, le sfide e le stranezze di Elon.
Lo consiglio, davvero.

Ma mentre lo guardo, mi scatta qualcosa dentro.
Non tanto rispetto a Musk, quanto alla concezione del fallimento in Italia.

C’è una scena emblematica: la presentazione del Cybertruck, il pick-up futuristico di Tesla.
Un mezzo enorme, brutto (per me), pensato per sedurre l’America delle armi e della sicurezza a tutti i costi.
Durante l’evento Musk fa lanciare una palla d’acciaio contro i finestrini per mostrarne l’indistruttibilità.
Risultato? Si rompono.

Barbascura ironizza, e lo capisco. Fa ridere.
Ma la sua ironia mi fa riflettere.
Perché ridiamo così tanto quando qualcuno sbaglia in pubblico?
E, soprattutto, cosa ci dice questo su come viviamo il fallimento?

In Italia, sbagliare è una vergogna.
Una macchia. Una ferita da nascondere.
E invece Musk — che piaccia o no — ha continuato.
Ha fatto una figuraccia planetaria, e il giorno dopo era ancora lì, a lavorare sui suoi progetti.

Barbascura dice qualcosa tipo: “Io mi sarei vergognato un sacco.”
E probabilmente anch’io.
Ma è proprio lì il punto.

Se vogliamo fare qualcosa di grande, dobbiamo accettare che possa andare storto.
Che qualcosa si rompa, che qualcuno rida, che ci si esponga.

Quello che mi porto a casa da questo video non è se Musk sia un genio o un pazzo.
È un’altra cosa.
È che fallire in pubblico può essere un atto di forza.
E chi continua, nonostante tutto, merita il mio rispetto.

E tu?
Hai mai riso del fallimento di qualcun altro?
E se domani toccasse a te?


🇬🇧 Have you ever laughed at someone else’s failure?

What do I think about Elon Musk?
To be honest, I don’t like him much.
He seems a bit crazy, his drug use is questionable, and his ethics make me raise an eyebrow.
But I also know I’m judging based on limited information — so I try not to be too quick.

Then I watch a YouTube video by Barbascura called “Is He Really a Genius?”
It tells Musk’s story.
It’s 37 minutes long, and at minute 36, I feel the need to write.

The video is well done.
It dives into the life, projects and failures of one of the most controversial figures of our time.
Barbascura doesn’t take a clear stance, but shows Elon in all his complexity — brilliant, strange, contradictory.
Definitely worth watching.

But as I watch, something clicks in my mind.
Not about Musk — about how we see failure in Italy.

There’s one scene that stands out: the launch of the Cybertruck, Tesla’s futuristic pick-up.
Massive, ugly (to me), designed to win over America’s gun-loving, safety-obsessed crowd.
During the event, Musk throws a steel ball at the window to show how strong it is.
The window breaks.

Barbascura jokes about it.
And I get it. It’s funny.
But the humor makes me think:
Why do we laugh so much at public failure?
And what does that say about us?

In Italy, failure is shameful.
Something to hide.
But Musk — like it or not — kept going.
He made a global mess and still showed up the next day to keep building.

Barbascura says something like: “I’d have been so embarrassed.”
And maybe I would too.
But maybe that’s the point.

If we want to do something meaningful, we have to accept that things might go wrong.
That we might be laughed at. That we might fall.

What I take away from this video isn’t whether Musk is a genius or a fool.
It’s something deeper.
Failing in public can be a sign of strength.
And those who keep going deserve my respect.

And you?
Have you ever laughed at someone’s failure?
What if next time, it’s you?


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